Google festeggia la nascita 100 anni fa di Robert Doisneau. Insieme a Henri Cartier-Bresson, Doisneau è stato un pioniere del fotogiornalismo ed è diventato famoso negli anni per le sue fotografie scattate in strada.

Nelle vie delle periferie e del centro, Doisneau riusciva a cogliere gli aspetti più inaspettati, contraddittori e curiosi della società parigina e francese. Uno degli scatti “in strada” e forse il più famoso in tutto il mondo è “Bacio all’Hôtel de Ville” in cui i due giovani si baciano appassionatamente in mezzo ad una strada di Parigi, tra la gente che cammina e sembra non accorgersi della scena. In realtà è uno scatto “costruito”, infatti Robert seduto al tavolino di un café dava indicazioni sulla posizione e movimenti dei due giovani; la foto fu scattata nel 1950 e venne pubblicata il 12 giugno dello stesso anno sul magazine Life.

Uno dei tratti distintivi di Doisneau, fu quello di rappresentare in foto la cultura dei bambini di strada e dei loro giochi, alla quale riusciva a conferire, nonostante le giovani età dei suoi soggetti, rispetto e serietà. Doisneau, che viene definito per i suoi ritratti un esponente della “fotografia umanista” fu influenzato dall’opera di André Kertész, Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson.

Proprio in questi giorni, Parigi lo omaggia con una mostra gratuita e meravigliosa all’Hôtel de Ville che si intitola “Doisneau, Paris Les Halles” aperta al pubblico fino al 28 aprile.

Più di 200 scatti in bianco e nero ed a colori che raccontano la fedeltà del fotografo a un luogo che egli amava e vide scomparire nel tempo.

Sapevo che tutto ciò stava sparendo. Volevo assolutamente fissarne il ricordo” così scriveva negli anni Sessanta Robert Doisneau facendo riferimento ai luoghi, persone che erano stati le Halles fino al 1970, era il cuore palpitante di Parigi, sede dei mercati che lo nutrivano; un microcosmo pieno di vita, quasi 5.000 lavoratori fissi, dai macellai ai pescivendoli, dagli scaricatori ai trasportatori, fino ai senza dimora che lì trovavano qualcosa di cui vivere e qualcuno con cui passare la notte e poi i Pavillons Baltard e la loro magnifica architettura metallica.

Un’intensa storia d’amore del fotografo per un quartiere emblematico ed in costante cambiamento.