funàmbolo (o funàmbulo) s. m. [dal lat. tardo funambŭlus, comp. di funis«fune» e tema di ambulare «camminare»].

Potrebbe essere usato come aggettivo, su di me. Già perché sono fatta così. Cammino su un filo, sospesa tra il bene e il male, tra il giusto e lo sbagliato, tra la testa e il cuore, tra la razionalità e l’irrazionale, tra l’ego e l’orgoglio. Ma quando la corda del funambolo diventa una persona allora lì tutto si complica. Perchè quando sei felice danzi sopra la fune, senza pensieri, senza paura, ci danzi sopra con un ombrellino colorato, ma quando sei triste, ti aggrappi a quella fune, per paura di cadere. Nel vuoto.

Ed è così che impari che Il segreto per andare avanti è iniziare (S. Berger)