Oggi è una di quelle mattinate lente, interminabili, dove a farmi compagnia c’è una tazza anzi “la tazza” piena di caffè americano. Bollente. Mi piace il caffè ne vado matta, che sia macchiato, marocchino, lungo, ristretto al ginseng è sempre quel momento in cui tutto si ferma, lo gusti, lo mescoli e lo sorseggi al bar con le amiche, in pausa davanti ad una macchinetta, a casa in tutto relax, oppure in strada, quello che porta il tuo nome sul bicchiere, che ti fa sentire un po’ New York ovunque tu sia.

E poi ogni volta che dico caffè mi viene in mente Lorelay Gilmore che esclama “coffee coffee coffee” il suo disperato bisogno di caffeina mi fa sorridere. Quindi buona tazza di caffè a tutti in questo giovedì che sembra un po’ lunedì e un po’ venerdì dopo le cinque.

E per chi fosse un amante di caffè vi consiglio questo libro “Starbucks. Il buono e il cattivo del caffè“. Il libro guarda sia alla cultura del consumo, sia alla strategia del management volta a creare spazi di socialità in cui vendere i propri prodotti. Clark intervista tutti i protagonisti di Starbucks così come i suoi concorrenti e indaga in dettaglio la cultura aziendale, le cause della sua espansione e le ragioni per cui è amata e avversata in egual misura.

2 pensieri su “Coffee coffee coffee

  1. Ho scoperto il piacere del caffè solo da qualche anno, ma è stato amore al primo sorso!
    Amo il suo sapore, tralascio però i suoi effetti tipici che con me non funzionano.
    Ti ho scoperta per caso, felice di essere capitata qui :) Tornerò!

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