Inizio questo post con una premessa: aimè non sono io che mi sveglio così, ma è il titolo del nuovo romanzo di Lisa Corva.
Forse il nome non vi dice nulla, a me invece ricorda una delle più belle “abitudini” da pendolare, che ho conservato per più di tre anni. Infatti Lisa scriveva il “Buongiorno“, un piccolo rettangolino in alto a sinistra sulla prima pagina del free press City, che ogni mattina prendevo in stazione a Varese, prima di salire sul treno.

Quel buongiorno era una raccolta di citazioni di poeti e poetesse, e due righe di commento da parte di Lisa, ogni mattina così.
A seconda delle mattine magari non capivo a pieno il significato di quelle citazioni, altre me ne innamoravo subito.

Conservo ancora oggi pezzetti di giornale dentro alle Moleskine che si sono accumulate negli anni. Ho fotografato quelle piccole frasi per condividerle con gli amici, ho usato le sue citazioni come status su facebook, ma soprattutto il buongiorno più bello e speciale é quello che una mattina ha fatto capolinea su una scrivania, accanto ad una tazza di caffè americano, che il destinatario dopo aver letto quel pezzetto di carta strappato dal giornale, conserva nel suo portafogli da quasi 3 anni.

Da qualche tempo il free press non esiste più, ma io continuo in versione 2.0 a leggere quei “Buongiorno” attraverso i tweet di Lisa, ma ammetto che mi manca il poter strappare quel fogliettino dal giornale e conservarlo.

L’altro giorno un tweet parlava del suo romanzo, ed eccolo qua tra le mie mani…ho iniziato a leggerlo in un freddo sabato sera, e sfogliando le prime pagine ho capito che sarebbe stata una lettura travolgente. E così è stato, e con immenso piacere ho scoperto che ogni capitolo richiama quei “Buongiorno” a cui sono tanto affezionata, e rileggendoli ora, sembra fare un viaggio nel tempo.

Non voglio svelare la trama del libro, ma solo prendere qualche riga.
Brava Lisa come sempre.

“Ma forse, per cominciare, per ricominciare, potrebbero servire anche delle parole. Coraggio allora, alza lo sguardo,
cerca delle parole: no, non quelle di chi è accanto a te, anestesiadiagnosiesamidomanidopodomani, neppure quelle del barista, doppiomacchiatoristrettosenzalatte, delle parole più leggere, soffici, parole di carta, parole che ti aspettano.
Sì, prendi quel giornale che ha lasciato qualcuno sul bancone, è tutto stropicciato, già alle sei del mattino; stropicciato come tutti, come te. Le vedi quelle parole in alto a sinistra? Una poesia per cominciare la giornata, una poesia abbandonata e luminosa lì in mezzo alle tasse, alle guerre, alle giornate in ospedale. Una poesia. Forse è per te.

4 pensieri su “Ultimamente mi sveglio felice

  1. …ed é bellissimo scoprire che eravamo davvero in tante, in diverse città, chi sotto la pioggia, chi sotto il sole a cercare quel piccolo rettangolino in alto su City. Un buongiorno che ci faceva sorridere e sognare sempre di più.

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